Questo articolo è stato ripreso dal sito dell'organizzazione politica comunista Cumpanis

 

Zyuganov: armi chimiche in Ucraina

 

Armi chimiche in Ucraina: una minaccia per l'umanità

 

Di:G. A. Zyuganov, Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa. “La Pravda”, 15-16 marzo 2022.

 

Versione italiana a cura di Alessandro Testa

24 Marzo 2022

 


https://www.cumpanis.net/wp-content/uploads/2022/03/IMMAGINE-TERZO-EDITORIALE-Ziuganov-armi-chimiche.jpg

 

Durante l’operazione delle forze armate russe per liberare l’Ucraina dal nazismo, è stato confermato che sul suo territorio si trovano una trentina di laboratori biologici del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. A giudicare dai documenti, la ricerca da essi svolta potrebbe servire allo sviluppo di armi biologiche.

Dopo la fine dell’URSS, l’Ucraina è stata gradualmente trasformata in un punto d’appoggio della NATO contro la Russia; di conseguenza, il paese è pieno di armi della NATO. Allo stesso tempo, l’industria ucraina, un tempo assai avanzata, è stata distrutta. Le politiche dei gruppi oligarchici hanno ridotto costantemente il tenore di vita delle persone. I libri di testo scolastici e universitari sono stati scritti da ideologi di Bandera. I fatti e i fenomeni della nostra storia comune sono stati grossolanamente distorti nello spirito dell’antisovietismo e della russofobia. A causa della situazione attuale, la popolazione dell’Ucraina è diminuita di 12 milioni di persone. Ma anche questo non è bastato.

Già nel 2005 sono stati firmati accordi tra l’Ucraina e gli Stati Uniti per la cooperazione nella ricerca su peste, colera, antrace e altre malattie mortali. A tal fine sono stati stanziati 200 milioni di dollari. Tra l’altro, sono state studiate anche le forme di diffusione del coronavirus attraverso pipistrelli e uccelli.

Nella mia giovinezza, mi è capitato di prestare servizio nel Gruppo delle forze sovietiche in Germania in ruoli di intelligence riguardanti le armi atomiche, chimiche e batteriologiche. Conosco in prima persona la natura disumana di queste armi di distruzione di massa. Anche un mostro come Adolf Hitler non ha osato usare armi chimiche durante la seconda guerra mondiale.

I dettagli di come gli Stati Uniti stiano violando la Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio di armi batteriologiche, biologiche e tossiche, adottata nel 1972, stanno venendo pian piano svelati. La flagrante violazione degli obblighi internazionali da parte di Washington rappresenta una minaccia per tutta l’umanità.

Il mondo continua a cercare le cause della pandemia di COVID-19. Nel dicembre 2019, Pechino ha informato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di una malattia respiratoria, di origine sconosciuta, diffusasi a Wuhan. Sebbene la possibilità di trasmissione da uomo a uomo del nuovo virus non fosse stata ancora dimostrata, Pechino ha introdotto rigide misure di quarantena e non ha nascosto nulla. Le autorità cinesi hanno immediatamente invitato un gruppo di esperti dell’OMS a studiare la situazione. Sulla base dei risultati del suo lavoro nel gennaio-febbraio 2020, questo gruppo ha emesso un verdetto: l’origine di laboratorio del virus in Cina è improbabile. Gli Stati Uniti hanno invece attribuito infondatamente la colpa alla Cina.

Sotto l’enorme pressione di Washington, l’OMS ha chiesto una nuova ispezione in Cina. Pechino ha giustamente ritenuto che ciò fosse contrario al buon senso e ai dati oggettivi. La parzialità dell’OMS è testimoniata anche dal fatto che esso ignora ostinatamente le richieste ufficiali di Pechino di controllare i laboratori biologici americani a Fort Detrick e l’Università della Carolina del Nord.

È a Fort Detrick che si trova il Walter Reed Research Institute dell’esercito americano, che si occupa di ricerca biomedica. In stretto contatto con questo laboratorio, ha agito un gruppo di scienziati guidato da Ralph Barik dell’Università della Carolina del Nord; i risultati della loro ricerca sono già stati pubblicati. Fin dal 2003, è diventato chiaro che gli Stati Uniti hanno sviluppato tecnologie avanzate per sintetizzare e modificare i coronavirus.

Nell’agosto 2019, i principali media americani hanno riferito della chiusura del laboratorio di Fort Detrick a causa di problemi “nello smaltimento di materiali pericolosi”. Ciò è accaduto dopo un’ondata di infezioni riguardanti una malattia i cui sintomi somigliavano fortemente al COVID-19. I funzionari lo hanno attribuito agli effetti collaterali delle sigarette elettroniche; nel frattempo, i membri di una delegazione statunitense che ha partecipato ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan nell’ottobre 2019 hanno mostrato segni di un’infezione simile. Quindi, la probabilità dell’origine del coronavirus nei laboratori americani è estremamente alta. E i tentativi di Washington di incolpare la Cina dimostrano chiaramente il desiderio di evitare la responsabilità per i propri crimini.

Anche lo sviluppo di armi biologiche in Ucraina è stato effettuato nella più stretta segretezza. La popolazione del paese non comprendeva le cause della recrudescenza di focolai di una serie di malattie pericolose, poiché morbillo, difterite, tubercolosi e poliomielite erano già state eliminate fin dall’epoca sovietica. Oggi è divenuto finalmente chiaro che tracce di questi problemi conducono inevitabilmente ai biologi militari americani.

Si tratta di decine di laboratori sparsi in tutto il Paese, anche vicino ai confini della Russia. C’è uno sviluppo di armi genetiche dirette contro i popoli slavi: russo, bielorusso e ucraino; torna alla mente l’oscura storia del distaccamento giapponese 731 durante la seconda guerra mondiale. Preparandosi alla guerra con l’URSS, questa unità ha effettuato terribili esperimenti sulle persone: dopo la sconfitta del Giappone, il personale del distaccamento e della documentazione finì negli Stati Uniti. In seguito, alcuni tipi di armi pericolose furono usate dagli americani in Corea e Vietnam. E ora l’Ucraina è stata trasformata in un gigantesco laboratorio per lo sviluppo di armi biologiche vietate.

Il mondo intero deve finalmente capire che durante l’operazione in Ucraina, la Russia sta proteggendo l’umanità dal fascismo; i popoli del pianeta devono unirsi per combattere la “peste bruna”, i cui bacilli rinascono e si diffondono in tutta Europa con l’appoggio delle autorità statunitensi. Tutte le persone di buona volontà sono chiamate a prestare ogni sforzo per fermare questa terribile minaccia.